Michele Giglio , titolare dell'omonimo negozio per bambini a Palermo, ama il Pitti Bimbo perché lo ritiene importante, ha una perfetta organizzazione e offre anche un'ottima ospitalità e visibilità agli espositori.
Questa manifestazione, però, secondo lui continua ad avere delle lacune: anche quest'anno, infatti.: Giglio ha notato l'assenza di marchi innovatori, a differenza dei francesi che ad ogni manifestazione mutano le collezioni e offrono tendenze e spunti nuovi.
Il Pitti Bimbo dovrebbe dare più spazio al piccoli marchi che potrebbero presentarsi con collezioni nuove grazie ali'invenzione e alla creatività tipica italiana.
Fino ad oggi, invece, lo spazio e l'immagine sono state dati solo ai grandi.
La manifestazione fiorentina invece dovrebbe aprire anche agli stranieri come fanno i francesi a Parigi, con gli inglesi. È fondamentale che tutte le aziende cerchino di migliorare il loro prodotto e imparino a confrontarsi con gli stranieri facendoli partecipare al Pitti Bimbo.
Fino ad oggi non c ' è stata competizione tra la maison italiana e i marchi stranieri, la cui presenza tra gli espositori del Pitti Bimbo è ridotta solamente al 10%.[..]