Giglio, o dell'autorevolezza |
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MOOD [18 Giugno 2002]
Dice Federico Giglio: «Certo è auspicabile che agli stilisti emergenti venga concesso maggiore spazio, ma se questi giovani, oltre che un presunto talento, non hanno anche una solida struttura alle spalle, rappresentano in molti casi una incognita, in quanto non si sa come produrranno e consegneranno. E in momenti non particolarmente floridi, si è più orientati verso scelte sicure. Ora i grandi nomi che monopolizzano il mercato esercitano ancora un forte appeal, ma già si percepisce una voglia di nuovo: credo pertanto che fra qualche anno sarà l'intero sistema a cambiare, a diventare meno ostruzionista nei confronti delle nuove leve, è inevitabile!»
Già. quella diffusa "voglia di nuovo" che ha riportato alto l'indice di gradimento dei negozi multimarca, visto che i monomarca, uguali in ogni dove, poco spazio riservano alla sorpresa. Soprattutto perché, continua Giglio "Se prima era l'azzeramento minimalista, poi la ritrovata opulenza, ora è la rincorsa al particolare, all'unicità, a motivare in misura crescente gli acquisti, sia per la donna, che sempre di più, anche per l'uomo».
Un uomo dai non facili consumi; un comparto dove sono pochi i pezzi trainanti, a scapito di tutto il resto; un uomo, però, che si scopre molto più fashion-oriented rispetto ad alcuni anni fa: «È una marcata attitudine a uscire dai canoni a caratterizzare l'abbigliamento maschile: trionfa ciò che è particolare, diverso in qualche modo da ciò che già si possiede; anche l'accessorio torna a fare l'accessorio, avendo ora raggiunto livelli di standardizzazione tali da sminuirne un po' il potere tentatore».
Tornando agli stilisti emergenti, se sono bravi ma non hanno la garanzia di un solido gruppo alle spalle, allora non li acquisterete?.... «Non è detto: mi piacerebbe tanto vedere la collezione di uno stilista sconosciuto che mi trasmetta delle emozioni, al di là dei canoni finalizzati al business». E questa collezione che caratteristiche dovrebbe avere? «Non sono in grado di dirlo: la sfera delle emozioni è estranea alle considerazioni razionali...». |
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