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Giornale Di Sicilia [4 Marzo 2009]
 Moda e arte. Un binomio ormai imprescindibile. Non è inoltre il centenario della nascita de "Il Manifesto" di Martinetti? Ecco allora in pedana la futura donna di Laura Biagiotti, ispirata dalle opere di Giacomo Balla, di cui è anche collezionista. Ricami, grafismi, motivi geometrici coloratissimi interpretano la collezione scattante, audace, forte, declinata in colori vitaminici come il viola, in ogni sua sfumatura, giallo, arancio.
Caban, cappotti in maglia, abiti con cappuccio, top di volants e pantaloni «palazzo» per un look giovane e dinamico, che non dimentica comunque il bianco/maglia, simbolo della Maison romana.
Il bianco e il nero, come nelle opere grafiche di Escher, diventano il leit motiv a zig zag, della sfilata Mila Schon che guarda con determinazione al futuro. Abiti mantella in maglia bianco nera a «scalini», con stivaletti e collant a stampa abbinata, vestiti scultura fatti di rombi «incastrati» tra loro, di organza tripla, per un eleganza costruttiva dove l' illusione ottica gioca tra il reale ed il surreale.
Più che reale invece è la moda proposta da Max Mara. Soprattutto negli splendidi cappotti, da sempre caposaldo della griffe, ideali compagni di ogni donna. Voluttuosi nel caldo cammello, grintosi se rosso lacca, dinamici grigio peltro, super eleganti, neri, a vestaglia, con revers in raso, per la sera.
Evoluzione e tradizione in un binomio perfetto.
Di perfetto non vuole invece avere nulla la giovane griffata D Squarez. Anzi Un pò grunge, un po' Gossip Girl, reduce da notti folli, indossa il giubbotto di jeans sopra l'abito da sera, le collane di cristalli con il chiodo di pelle, la camicetta tartan con il cappotto di visone o il trench maculato. Il disordine del guardaroba riflette II suo stile di vita.
Più severa, ma sempre libera di osare, la femmina pensata da Albino per Les Copains abbina con nonchalance la pelliccia alla maglia e predilige il color zafferano. Del resto la pelliccia, soprattutto di volpe, sarà un passepartout del prossimo inverno: anche Lorella Signorino la adopera per la sua linea Love Sex Money, sottolineando però «non deve essere costosa». Siamo in tempi di crisi, no? «Certo, ma questo non ha influenzato la creatività dei nostri stilisti, anzi» sottolinea Michele Giglio.
Le collezioni viste a Milano sono belle e portabili, ed hanno tenuto conto delle esigenze dei compratori, ma soprattutto di quelle delle donne che non hanno più intenzione di spendere una fortuna per capi che durano una Stagione.
In perfetto trend Burberry allora «rispolvera» il meglio dell' archivio storico e propone trench in un raffinatissimo tessuto ceck sottototono e splendidi abiti da sera in broccato fiorato, stile tapezzeria, nelle tinte del bosco scozzese.
Solo colori fluorescenti invece per la vulcanica stilista spagnola Agata Ruiz De La Prada che chiude la tornata di sfilate con una collezione davvero surreale. Abiti che si addicono più alle protagoniste delle fiabe che alle donne comuni: cuori, labbra, gabbiette per uccellini e nidi con tanto di uova dentro, come stampe e decori naif che, in tempi di crisi, lasciano spazio all'allegria.
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