La moda a modo loro PDF Stampa E-mail

 

 

Amica - Copertina - 11 Ottobre 2000Amica - Articolo - 11 Ottobre 2000

Dall’astratto delle passerelle al concreto delle boutique. Dove la moda si offre al consumo seguendo itinerari diversi. E dove si creano, provocano o reinventano tendenze. Con la complicità delle donne.

 

"Non c'è donna che sappia resistere a questa rinata follia del lusso. Con o senza carta di credito", dice Michele Giglio, titolare di sette negozi a Palermo, un fatturato di 28 miliardi.

 

 Stando dall'altra parte del banco, osserva con benevolenza vizi e virtù dei clienti, consigliando e sconsigliando a seconda dei casi.

"Guardando una donna cerchiamo di renderci subito conto di che tipo è" spiega, pronto ad accogliere, da consumato professionista qual’ è, ogni impercettibile desiderio.

 

Per lui l’acquirente più a rischio è la neoseparata. "Guai ad assecondarla!" esclama.

 

"Quando la coppia scoppia, lui si prende la spider decappottabile e va in discoteca con polmonite assicurata, mentre lei si toglie qualche anno, si fa bionda e super-sexy. E, soprattutto, ci chiede cose immettibili. In questo caso entra in azione la nostra sottile opera di convincimento psicologico, per allungare di qualche centimetro la gonna, chiudere uno spacco ardito o attenuate la trasparenza di una camicetta".

Spesso, nella scelta di un abito è rischioso coinvolgere il marito. Un aneddoto? "Abbiamo venduto un abito di Versace identico al modello presentato da Naomi in passerella" racconta ancora Giglio. «Ma ahimè, quando il marito ha visto la foto di sfilata ha costretto la moglie a restituirci il vestito, perchè il confronto gli riusciva intollerabile".