"Credo che Milano Collezioni Donna abbia fatto dei progressi. Dovrebbe fare però uno sforzo maggiore per diventare un 'evento', così come Firenze riesce a fare con Pitti Uomo. E penso che bisognerebbe distinguere l'evento in due aspeti: quello mondano e quello del business.
Tutti gli stranieri che vengono in Italia amano unire l'utile al dilettevole. Anche a noi piacerebbe presentare l'Italia attraverso il meglio di quanto può offrire in fatto di mostre, musei, incontri... Gli eventi mondani alla sera infatti sono sempre molto vivaci e affollati.
Per quanto riguarda il business la tendenza dovrebbe quella di centralizzare e non di disperdere. Bisognerebbe cioè concentrare questo lunghissimo e noiosissimo calendario in meno di una settimana. E' impensabile un calendario di otto giorni con la furbata di una sola sfilata importante al giorno e tante presentazioni tecniche che dovrebbero essere organizzate nelle show room.
Per carità ognuno ha il diritto di presentarsi come vuole, ma allora meglio concentrare gli incontri di un certo tipo nella prima parte del calendario e lasciare ai grandi stilisti la chiusura della settimana. Come fa Parigi che inizia con i giapponesi, poi fa sfilare l'avanguardia e chiude con i couturier.
Basta poi con gli show assurdi: non è vero che i compratori corrono quando la sfilata e strana, sono le collezioni che parlano!"