Un nome, una garanzia |
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Fashion [21 Settembre 2005]
L'individualità di ogni singolo marchio e l'esaltazione della personalità di ciascuna collezione giocano un ruolo da attori protagonisti nel nuovo spazio dedicato agli accessori firmato Giglio, inaugurato a Palermo lo scorso maggio. Quattro vetrine, affacciate su via La Farina in piena zona shopping dove, in un ambiente suggestivo ma anche funzionale, viene presentato il meglio delle griffe internazionali in fatto di scarpe, borse e cinture, secondo la filosofia del patron Michele Giglio.
Un nome e una garanzia, viene da dire, e in effetti è proprio così: l'ultima nata delle sette insegne volute in città dall'imprenditore siciliano - dopo la boutique per bambini e adolescenti - non smentisce il credo di sempre, ovvero creare un punto di incontro tra i migliori fornitori del mondo e una clientela esclusiva. II valore del nome - il più autorevole del capoluogo, per quanto riguarda le proposte moda firmate - è alla base di questo successo annunciato e riposa su una storia di 35 anni (il primo punto vendita data 1970) e su una tradizione familiare "di bottega" che risale l'albero genealogico di due generazioni, con il negozio di tessuti e merceria del nonno e poi del padre.
Ma a conquistare i consensi della clientela - giustificando un ritmo di aperture che sta diventando vorticoso è anche un altro fiore all'occhiello: la qualità del servizio, di cui Michele, insieme alla moglie e ai figli Giuseppe e Federico, fa la propria bandiera, perché "la griffe da sola non basta".
TUTTE LE COLLEZIONI, UNA PER UNA
"In realtà ci occupiamo di accessori da sempre - spiega Michele Giglio - Nelle nostre boutique, scarpe, cinture e borse completano le proposte di abbigliamento, per dare la possibilità alla clientela di creare con facilità i corretti abbinamenti". Allo stesso modo lo spazio Giglio Accessori, tempio del prêt à porter giovane, propone scarpe da giorno delle griffe più gettonate, come Hogan o Prada solo per citare alcuni nomi.
"L’idea di aprire un nuovo punto vendita interamente focalizzato sugli accessori - continua Giglio - è nata dall'esigenza di poter mettere in mostra le collezioni per intero, all’interno di uno spazio bello e lineare, e non solo qualche assaggio, come succede nei nostri negozi di abbigliamento".
L'accessorio ha conosciuto uno sviluppo imprevisto negli ultimi anni e l'atteggiamento della clientela palermitana riflette in pieno questa tendenza: "I primi risultati sono positivi - commenta L’imprenditore - e indicano le scarpe in cima alla lista delle preferenze (80% delle vendite), seguite dalle cinture e, infine, dalle borse. D'altra parte, oggi il capoluogo siciliano è una città molto aggiornata in fatto di moda e trend, assimilabile alle altre grandi piazze nazionali, come Milano o Roma. II meccanismo è esattamente lo stesso: un consumatore esigente e informatissimo, che desidera stare ai passo coi tempi".
Le già citate Prada e Hogan, ma anche Paciotti, Della Valle e molte altre sono le firme che compongono l'offerta di Giglio Accessori, con commesse specializzate per ogni casa, per un consumatore "che sicuramente compra meno - ammette Giglio - ma vuole il meglio".
IL RUOLO CENTRALE DEI CORNER "La linea guida del layout - spiega l'architetto Maurizio Peregalli, che ha curato il progetto del negozio - è la settorizzazione, ritmata attraverso la creazione di corner, distinti dalla segnaletica posta nella parte superiore, in ciascuno del quali è rappresentato un brand". Gli spazi - sostanzialmente ogni parete corrisponde a una diversa griffe - sono strutturati in modo da garantire la massima elasticità di allestimento, in linea con gli standard della maison in questione. "L’obiettivo - sottolinea Michele Giglio - è dare la migliore visibilità al prodotto, prolungando così quella sorta di complicità con i fornitori che tanta parte ha nel determinare il successo di vendita".
Dalle sedute, riunite nella zona centrale, il cliente può abbracciare con lo sguardo tutte le collezioni esposte, valorizzate da un illuminazione che all'indistinta luce diffusa preferisce spot orientabili a ioduri. "L'ambiente è contemporaneo, essenziale, addirittura squadrato - precisa Peregalli - in voluto contrasto con le panche, rivestite in pelle amaranto, che costituiscono l'unica concessione a forme ergonomiche". I materiali prevedono pavimenti in resina lucida glitterata, una sorta di via Lattea da calpestare che dialoga con il soffitto laccato color argento. Sugli elementi verticali l'acciaio dei ripiani si alterna al cristallo o al plexiglas delle altre strutture espositive, come pannelli scorrevoli o tavoli-vetrina, mentre un enorme pannello fotografico retroilluminato focalizza l'attenzione sul tipo di merceologia esposta, proponendo immagini astratte che richiamano scarpe o più semplicemente i piedi. |
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