Fiumara d'arte, la rivoluzione del bello

Fiumara d'arte, la rivoluzione del bello

Nel regno della confusione c’è un eretico che tiene la barra a dritta. Nel mondo della rapidità sterile di un like ignoto, c’è un uomo che annulla il concetto di lentezza e di velocità mettendo l’arte nel posto che le spetta: oltre il tempo. Non prima, non dopo. Non a destra, non a sinistra.
Oltre.

Antonio Presti ha visto la luce nascosta del mondo e ha scelto di scendere nel buio sino a liberarla. Non solo con Fiumara d’arte, il suo capolavoro ribollente, ma con mille progetti che vanno dalla educazione alla bellezza di Librino, quartiere cruciale e complicato di Catania, alla riscoperta dell’Etna attraverso le sue vie che si diramano dai quattro elementi (acqua, aria, terra, fuoco) e arrivano a una cima che non è solo orografica, ma personale, umanissima eppure non recensibile.
In un mondo di chiacchiere e patacche, Antonio Presti è lo stratega dell’unica rivoluzione possibile:
quella della bellezza.

La sua Fiumara d’arte attira turisti e artisti da ogni parte del mondo. Qualche mese fa il cantante Mahmood ha girato il video di “Klan” tra le stanze dell’albergo-museo “Atelier sul mare”, a Castel di Tusa, e presso le opere monumentali della Piramide-38°parallelo di Mauro Staccioli, del Monumento per un Poeta Morto, conosciuta anche come la “Finestra sul Mare”, di Tano Festa, ed Energia Mediterranea, l’onda blu di cemento di Antonio di Palma.

Presti è l’uomo che ha sposato l’eresia come compagna di viaggio quando la strada impervia della ragione era intasata dagli sfabbricidi dell’ignoranza colpevole. Ma soprattutto è un personaggio che offre molti spunti di fascinazione non a buon mercato. Sa di appartenere alla storia e che la storia generalmente non è tenera con i viventi. Usa la curiosità come una spada per vendicarsi di quell’insipienza che pure lo ha circondato in altre epoche. Ha un mantra: costruire una vera anarchia del bello. E soprattutto è sintonizzato su un’idea di politica culturale che oggi comincia, per fortuna, a fare proseliti pur trattandosi di un’idea controcorrente, tipo salmone che risale per deporre le uova:

l’arte può rendere meravigliosi i luoghi brutti.

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